Parto in casa


Il parto è sicuramente una esperienza individuale molto profonda in cui prevale una intensa componente sessuale che incoraggia l’apertura fisica, emotiva e psichica.
Scegliere di partorire a casa non è facile, uno dei primi problemi che la coppia si trova a dover affrontare è la disapprovazione sociale, la considerazione comune che solo all’interno dell’ospedale il parto può essere “sicuro“.
In realtà queste sono le coppie che individuano nella propria casa il luogo in cui la trasformazione da coppia a famiglia può avvenire, perché la casa rappresenta il luogo dell’intimità e degli affetti: la nascita così come la morte, necessita di grande raccoglimento, di calore umano e di comprensione.
Partorire a casa è una grande occasione per recuperare l’istinto, la sensibilità, la tenerezza e il “sentire sé stesse DONNA e la trasformazione in MADRE”.

 

 

L’Ostetrica interviene solo se c’è necessità, nel suo “non fare” c’è un’enorme grandezza: ascolta il cuore per sapere cosa fare e la mente solo per risolvere eventuali momenti di difficoltà.
La nascita è un evento sociale e l’ostetrica aiuta i genitori a ricreare i riti per il bene comune.

Nel parto a casa, l’ostetrica resta in silenzio e crea un ambiente sicuro, con luci soffuse, privacy e riduce tutti quegli stimoli che attiverebbero la zona del cervello che prende il nome di neo-corteccia. Questa è la parte di formazione più recente rispetto al processo evolutivo umano, che guida l’attività intellettiva e che controlla le strutture arcaiche: quando è attiva impedisce alla parte arcaica di liberare la sua potenza e una buona nascita.
Il cervello primale (arcaico) è quello che regola le funzioni vitali come il parto ed il riflesso di eiezione fetale. Si tratta della parte più antica del nostro cervello che condividiamo con i mammiferi.
Quando la neo-corteccia è a riposo siamo simili agli animali ed il parto può avvenire in modo protetto; la donna nel parto ha bisogno di “sentirsi al sicuro” poiché la percezione del pericolo attiva la neo-corteccia e l’adrenalina, ormone antagonista dell’ossitocina, che invece favorisce il parto, chiamato anche ormone dell’Amore.
Altro elemento importante nel parto a casa, è il rispetto per l’espressione sessuale della donna e della coppia; la donna crea uno spazio sacro sensuale (luci soffuse, profumi, musica, candele….) ed onora la sessualità della nascita con il suo odore, con i movimenti del corpo, la voce ed il suo bambino; se il parto è rispettato talvolta riferisce di avere un orgasmo durante il periodo espulsivo tanto che si parla di “parto orgasmico o estatico”.

Il dolore ha una funzione di difesa perché permette alla donna di muoversi alla ricerca della posizione antalgica e in questo movimento, favorisce il buon posizionamento del bambino nel canale del parto; ha una funzione emozionale perché è legato alla separazione del bambino dal suo corpo; ha una funzione endocrina perché permette la cascata ormonale nel travaglio; ha una funzione energetica perché libera l’energia sessuale del parto ed una funzione spirituale perché permette il processo di trasformazione personale.

La donna che fa uso di analgesia non ha modo di sperimentare la potenza della sessualità del parto, il corpo è anestetizzato così come le sue emozioni, il potere femminile è sbilanciato verso quello maschile.
Nella nascita a casa si crea un ambiente sacro in cui non c’è paura, c’è amore e rispetto poiché la vita di ognuno è sacra e il silenzio permette l’ascolto della sapienza interiore, per sentire quale forza è presente a rafforzare il potere femminile: nella donna di partorire, nell’ostetrica di accogliere.
Alla domanda dei genitori “cos’è una nascita sacra” rispondo sempre “osservare ogni volta meravigliata la vita che arriva, in silenzio”.

 

Sicurezza del parto a casa

La sicurezza del parto a casa è una priorità dell’Ostetrica per madre e bambino. La certezza che l’evoluzione del travaglio avvenga in fisiologia è data da un’attenta selezione in gravidanza e durante tutte le fasi del travaglio e possono accedere a questo percorso solo le gravidanze definite fisiologiche o a basso rischio, ovvero:

  • epoca gestazionale compresa tra 37+0 settimane e 42 settimane, certa o confermata in precedenza mediante ecografia
  • feto singolo in presentazione cefalica di vertice
  • travaglio insorto spontaneamente
  • assenza di patologie materne
  • assenza di patologie fetali note
  • sacco amniotico integro o rottura prematura delle membrane < 24 ore con liquido amniotico limpido
  • liquido amniotico in normale quantità
  • placenta normo inserita ed assenza di sanguinamenti significativi
  • peso fetale stimato tra i 2500 e i 4000 grammi

L’Ostetrica deve essere molto competente ed avere una approfondita conoscenza della fisiologia e della sua devianza; inoltre deve avere un elevato profilo in termini di esperienza e capacità di selezionare il rischio per valutare in qualsiasi momento la possibilità di trasferire la madre in ospedale ed attivare le cure di emergenza in loco.
Per un colloquio con l’Ostetrica: nascitadolce@nascitadolce.it